L'articolo di Cünta sü

In zona una rassegna di interessanti concerti

Ricordando Barbara

di Luciano Paoli

Giugno 2005

È passato un anno dalla morte improvvisa di Barbara Klein per un male incurabile: un fatto che ci ha particolarmente toccati, come sempre succede quando persone anziane si trovano a piangere la scomparsa di una persona troppo giovane per morire così. Nella tragicità di avvenimenti come questo c’è qualcosa che pare sovvertire l’ordine naturale delle cose, il coerente compimento delle generazioni, e aggiunge al dolore un sentimento inquietante di smarrimento, di ingiusta e crudele dissipazione, di dura beffa del destino.

Barbara era di fatto una nostra concittadina, visto che fin dalla nascita ha trascorso molto tempo, tutto il tempo possibile, nella bella casa della famiglia Klein immersa nel verde del Gattirolo di Cerro, a cui era molto attaccata, soprattutto per la presenza accogliente e rassicurante della indimenticabile nonna Irma. L’amico Ugo Klein ha voluto ricordare la figlia Barbara con l’iniziativa di una serie di concerti organizzati in alcuni luoghi significativi della sua vita, seguendo un itinerario ideale da Cerro a Milano. La musica, espressione così reale e presente eppure nel contempo così effimera, che vive di invisibili e immateriali vibrazioni e che muore allo smorzarsi dell’ultima nota; la musica che ora è gioiosa, ora triste, ora monotona, ora imprevedibile, che non porta con sé e non lascia dietro di sé nulla di palpabile, di concreto, ma solo emozioni, ricordi, nostalgie: quale più appropriata metafora della vita, il cui cessare, tanto più è prematuro, tanto più ci rammenta che tutto in essa è incerto ed effimero?

Questa serie di concerti costituisce l’occasione, per chi ha conosciuto Barbara, di rievocare la sua figura attraverso la partecipazione a serate intense, non banali; e per chi non l’ha conosciuta, di fruire di una rassegna che propone ricche suggestioni musicali in una zona come la nostra, in cui, in una generale povertà di iniziative culturali, è proprio la musica classica a costituire il fanalino di coda.

La rassegna ha preso il via il 23 aprile scorso nella chiesa parrocchiale di S. Stefano in Mombello. Il programma, dedicato a composizioni di Händel, Stanley, Bach, Rossini, Morandi, Mozart, alternava brani organistici eseguiti da Luca Ratti (che insieme a Carlo Tunesi cura anche la direzione artistica dell’intera rassegna), a brani in cui l’organo accompagnava le arie cantate dal soprano Olga Angelillo. Il secondo concerto si è svolto il 14 maggio nella chiesa romanica di S. Pietro in Brebbia. Qui all’ottimo organo (uno strumento meccanico Mascioni, perfettamente restaurato) si affiancava la cosiddetta tromba barocca o tromba naturale, uno strumento antico ancora privo dei tre tasti introdotti nella tromba moderna, in cui le note vengono intonate con l’ausilio di semplici fori aperti nel corpo della tromba. Anche questo concerto, dedicato a composizioni di maestri barocchi quali Falconiero, Borgo, Frescobaldi, Gabrieli, Torelli, Vejvanovsky, D. Scarlatti, Bach, Händel, alternava brani organistici, eseguiti da Enrico Viccardi, a brani in cui l’organo accompagnava la tromba barocca suonata dall’ottimo solista Jonathan Pia. Ospitato dal Museo del Palazzo Perabò in Cerro nell’ambito dell’iniziativa “Musei di notte in Lombardia”, il terzo concerto propone, per la tarda serata di sabato 25 giugno (alle 22,30) un programma interamente dedicato a musiche barocche di Corelli, Pasquini, Sammartini, A. Scarlatti, Bach. Esecutori Mario Rossi al violino e Giulio Mercati al clavicembalo. E per concludere il 15 luglio, sempre a Cerro, nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Pianto, si svolgerà un concerto interamente corale, dedicato a composizioni di Mendelssohn e di Dante Caifa. Esegue il coro Marc’Antonio Ingegneri diretto da Vatio Bissolati.

Sappiamo che Ugo Klein coltiva il sogno di riproporre nei prossimi anni analoghe iniziative musicali nei nostri luoghi in ricordo di Barbara e anche come gesto di affetto verso l’amata Cerro, che considera sua heimat e paese fin dai tempi dell’asilo. È anche una nostra speranza che il sogno possa avverarsi.

 

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